LA FOTOGRAFIA PER SCOPRIRE IL PAESAGGIO: una esposizione fotografica sui luoghi del vivere

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Avere sotto gli occhi i luoghi dove viviamo e siamo cresciuti, ma non essere sicuri di vederli veramente”


COSA:una esposizione fotografica, ma prima di tutto un progetto di esperienza collettiva, per portare alla luce e raccontare quello che ci sfugge della preziosa quotidianità vissuta distrattamente: i nostri luoghi.

CHI: dieci appassionati di fotografia, che conoscono il territorio perchè lo vivono, ci sono nati, oppure ci abitano da poco o comunque lo frequentano abitualmente.

COME: mesi di riprese fotografiche nel periodo invernale 2014-2015. A ciascuno è stata affidata una parte del lavoro di documentazione del paesaggio urbano ed extraurbano entro il Comune di Santa Maria Nuova, ciascuno col proprio taglio, ciascuno col proprio stile.

DOVE: Vi aspettiamo nella sala del ex Teatro a Santa Maria Nuova dal 15 al 24 maggio dalle ore 18 in poi, per mostrarvi e raccontarvi il lavoro svolto in mesi di volontà e impegno.

 

LA FOTOGRAFIA PER SCOPRIRE IL PAESAGGIO è un progetto ideato e diretto dal fotografo Max Guidobaldi.

 

Fotografi:

 

Alice Barigelli

Damiano Santinelli

Thomas Farina

Paolo Pierelli

Sofia Agostinelli

Luca Cappelletti

Giulia Genangeli

Danilo Felicetti

Franco Gara

Vittorio Molossi

 

Progetto sostenuto dal Comune di Santa Maria Nuova e dalla Banca di Credito Cooperativo di Filottrano. Patrocinio della Regione Marche e Provincia di Ancona

 

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ESPOSIZIONE FOTOGRAFICA "la Fotografia per scoprire il Paesaggio"

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Avere sotto gli occhi i luoghi dove viviamo e siamo cresciuti, ma non essere sicuri di vederli veramente. In questi casi, il mezzo fotografico ci viene in aiuto per ristabilire la giusta distanza con la realtà circostante. Un modo per restituire dignità e presenza alle cose visibili, per recuperare l’attenzione verso la realtà, apparentemente scontata e sempre uguale” 

Questo è lo spirito dell’indagine fotografica sul territorio, promossa e patrocinata dal Comune di Santa Maria Nuova, Provincia di Ancona e dalla Regione Marche . Il tutto si costituisce in seno al progetto partecipato “Città Nostra”.

Esposizione fotografica a Santa Maria Nuova di Ancona presso l’EX TEATRO dal 15 al 14 Maggio 2015


Fotografi:

Thomas Farina
Paolo Pierelli
Alice Barigelli
Sofia Agostinelli
Giulia Genangeli
Luca Cappelletti
Vittorio Molossi
Damiano Santinelli
Danilo Felicetti
Franco Gara

Ideazione, conduzione e direzione artistica: Max Guidobaldi

Pagina ufficiale del progetto clicca quì

CORSO DI FOTOGRAFIA | per chi comincia e chi vuole andare avanti!

——————————A GRANDE RICHIESTA!! —————————————-

CORSO DI FOTOGRAFIA - per chi comincia e per chi vuole andare avanti!

Max Guidobaldi, Osea Costantini e Marco Bucci vi guideranno nel meraviglioso mondo della fotografia.
Saranno DIECI lezioni con due uscite pratiche e divertenti!
Ad ogni argomento trattato saranno “consigliate” delle esercitazioni da eseguire per proprio conto.

Martedì 12 MARZO ci sarò la LEZIONE ZERO nella quale ci incontreremo senza impegno presso lo studio di Osea Costantini (indirizzo in locandina) per conoscerci e per decidere assieme, il giorno della settimana in cui si svolgeranno le lezioni.

SIAMO A VOSTRA DISPOSIZIONE per ogni domanda o chiarimento.

Osea: info@oseacostantini.it

Max: info@maxguidobaldi.com

Marco: marcobuccifotografia@gmail.com

Oppure contattaci tramite FACEBOOK alla pagina dell’evento!!

1912-2012 cento anni di credito cooperativo a Falconara

1912-2012 cento anni di credito cooperativo a Falconara

Libro storico - fotografico 194 pagine
tiratura 1500 copie

Testi a cura del prof. Gilberto Piccinini
Fotografie: Max Guidobaldi Photostudio e Giorgio Marinelli

Salotto Fotografico con Roxi Rose

Roxy conosce bene le regole del burlesque, è una vera performer che vanta anni di esperienza e di studio nell’arte del travestirsi e trasportare il suo pubblico indietro negli anni, facendosi veicolo di sensuaità e femminilità. La classica glamour Burlesque girl, sexy e provocante che moltiplica versatilmente la sua identità, interpretando personaggi sempre diversi, divertenti e sofisticatamente autoironici. E’ stato divertente “giocare” assieme ed interpretare alcune icone fotografiche del passato con il sapiente aiuto di Alessandra Sabbatini,  (MUA) make up artist d’eccezione, che si è messa a disposizione per il trucco e la cura dei particolari.

www.maxguidobaldi.com

www.roxyrose.it

Alessandra Sabbatini MUA

Upload from April 30, 2012

SECONDO CORSO DI FOTOGRAFIA 2011

  Upload from September 28, 2011
A GRANDE RICHIESTA!!! 
 
SECONDO CORSO di FOTOGRAFIA: per chi comincia e chi vuole andare avanti!
 
 
Max Guidobaldi e Giorgio Marinelli guideranno i vostri primi passi nel mondo della fotografia.

Conosciuto, amato e stimato fotografo e didatta, Giorgio ci accompagnerà nella visione del paesaggio marchigiano e del racconto fotografico; fino ad introdurci nella poetica del maestro Mario Giacomelli.

Il naturale bisogno dell’uomo di riprodurre la realtà, le tecniche sviluppatesi nei secoli fino alla scoperta della fotografia; saranno questi gli ambiti proposti dal corso, a coloro che cominciano.
Perché fotografare non diventi solo un’appendice delle tecniche che studieremo e padroneggeremo,senza problemi! E senza dimenticare il fine espressivo degli insegnamenti; che saranno finalizzati ad introdurci negli ambiti della:

- FOTOGRAFIA DI VIAGGIO E RACCONTO FOTOGRAFICO
- FOTORITRATTO E FIGURA UMANA

Ossia le situazioni in cui ci troviamo tutti: foto di vacanza e foto ai nostri cari (figli compresi per chi li ha)

Le lezioni saranno DIECI con due o tre uscite pratiche e divertenti!

Ad ogni argomento trattato saranno “consigliate” delle esercitazioni da eseguire per proprio conto. La lezione seguente comprenderà un “revisione degli esercizi” svolti.

Si consiglia di portarsi appresso una reflex digitale o una compatta evoluta.

Presto faremo la LEZIONE ZERO nella quale ci incontreremo senza impegno presso il mio studio; sia per conoscerci che per decidere il giorno della settimana in cui fissare le lezioni.

SONO A VOSTRA DISPOSIZIONE PER OGNI CHIARIMENTO, SCRIVETEMI MAIL CHE VI RISPONDEROAPPENA POSSO!!!

Contatti: MAX GUIDOBALDI PHOTOSTUDIO
Via Foscolo, 4
60015 Falconara M.ma (AN)
Tel 071 910517 – Cell. 334 3780020
info@maxguidobaldi.com  
www.maxguidobaldi.com
  
  
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memoria storica | le ragazze di Porto Said

L’Italia fuori dai confini nazionali, nata e cresciuta in territorio straniero; a volte più cocciutamente patriottica dell’italia restata a casa. E’ la storia dell’emigrazione, quella che ormai ci siamo lasciati alle spalle assieme al caro vecchio secolo scorso. Non conosco nessuno che non abbia tra familiari o conoscenti, qualche zio,nonno o lontano parente che non ha vissuto parte delle propria vita fuori confine, per motivi di fame o di lavoro.

Le tre signore che ho fotografato sono nate a Port Said in Egitto. Loro padre Luigi Roccheggiani, era titolare di una impresa edile che operava per la “compagnia del canale di Suez” a partire dagli inizi del secolo scorso. Adelina, Marianna rispettivamente del 1912 , 1914 e le gemelle Artemisia e Yolanda nate nel 1923; crebbero nel quartiere europeo di Port Said assieme ad Inglesi e Francesi ed Arabi. Fino a che, con la fine dell’era coloniale, Re Nasser decise di liberarsi della presenza straniera cacciando coloni e semplici lavoratori nati e cresciuti in Egitto da generazioni.

Le gemelle presero marito Inglese, mentre Adelina e Marianna sposarono Italiani. Così Mimmi e Yolanda divennero automaticamente inglesi con passaporto britannico. Questa scelta le portò a Londra, lontano dalle sorelle più grandi tornate nella terra dei genitori, con mariti Italiani e rispettive famiglie.

Oggi, da vedove, si sono ritrovate nella casa dei loro genitori a Casteldemilio in comune di Agugliano (AN). Mimmi, la più giovane, si è definitivamenre trasferita da Londra a fianco delle sue sorelle, ormai prossime ai cent’anni, per prendersi cura di loro. Mimmi mi ha raccontato tante storie lontane nel tempo e nello spazio, non so se mi spiego, di quelle che ti fanno sentire la nostalgia di una vita passata, anche se non è la tua. Così ho deciso di fotografare lei e le sue sorelle. Se fossi stato uno scrittore, avrei provato a romanzarvi qualche racconto, magari riportandovi indietro nel tempo, affascinandovi; ma sono un fotografo è posso solo mostrarvi la vita e il tempo che passa sulla gente e sulle cose. Ma se la curiosità è il vostro secondo mestiere, andate a farvi un giro a Casteldemilio: trovate Mimmi seduta sulla panchina sotto il campanile, quando c’è arie buona e lontano dai pasti.

Un caro saluto dal vostro Max Guidobaldi

Upload from September 05, 2011Marianna 1914

Upload from September 05, 2011

Upload from September 05, 2011Artemisia (Mimmi) 1923

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Upload from September 05, 2011Adelina 1912

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Upload from September 05, 2011

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http://archiviostorico.corriere.it/2009/maggio/15/EGITTO_DEGLI_ITALIANI_MONDO_SCOMPARSO_co_9_090515128.shtml

Fotografia e passione | Giacomelli e le foto dell'ospizio

A volte mi piace pensare che, la professione che mi sono inventato, abbia avuto inizio da una spinta inconsapevole ricevuta da eventi e circostanze messe in fila dalla mia voglia di raccontare con le immagini. E’ vero, mi piaceva Mario Giacomelli, e quando si presentava l’occasione, con gli amici appassionati di foto, si andava a fare la giacomellata in giro per i borghi arrampicati a destra ed a sinistra delle Vallesina. In pratica cercavamo di inserire nella splendida cornice dei paesi dell’entroterra marchigiano, le figure dei vecchietti che incontravamo per strada e tra i vicoli a prendere il sole a gennaio e il fresco da Agosto. A volte ne incontravamo di simpatici ed acconsenzienti a farsi fotografare, altre volte ci prendevamo gli accidenti che ci tiravano dietro. Entrambe le occasioni molto isruttive e divertenti. Si usava rigorosamente la pellicola bianconero, sviluppata e stampata in camera oscura, preferibilmente su carta ad alto contrasto. In questa maniera la giacomellata raggiungeva il massimo dei risultati!

Incontrai e strinsi la mano a Giacomelli circa tre volte finchè era vivo; era vestito di bianco, col sigaro spento e i capelli lunghi. Lo chiamai “maestro” anche se al tempo non conoscevo affatto il suo lavoro e la sua poetica, ma fu un’occasione per guardare negli occhi una persona che mi aveva insegnato delle cose senza neanche conoscemi, fui contento comunque.

Solo recentemente ho messo insieme i pezzi di quello che conoscevo di Mario leggendo “la mia vita intera” biografia curata da Simona Guerra; ho appreso diversi ed inaspettati retroscena emotivi del fotografo e del suo modo di fotografare. Nei suoi racconti dell’ospizio rivela certi particolari comprensibili solo da coloro che hanno trascorso del tempo a contatto con gli anziani in attesa della morte. Una esperienza del genere mi capitò nel ‘97 quando entrai nel cronicario per il servizio civile. Riporto di seguito il resoconto fotografico di quell’esperienza. Non fu un vero e proprio reportage, capitai in quel posto ed avevo con me la fotocamera.Tutto quì.

Alcune foto sono state esposte alla mostra “bianconero di un cambiamento” stampata e curata da Me nel 1999.

Upload from July 12, 2011

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Upload from August 13, 2011Upload from July 12, 2011

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AMARCORD | Una gita con...Mario de Biasi

Erano i primi giorni che tenevo in mano la mia prima fotocamera digitale, quando un caro amico, mi chiese di accompagnarlo per conoscere un famoso fotografo di Milano. Si trattava di mario de Biasi, il quale si trovava in Toscana per un servizio fotografico presso una grossa azienda erboristica.

Al tempo non sapevo chi fosse costui, ne cosa fosse stato per la fotografia Italiana del dopoguerra. In ogni caso accettai.

Passammo assieme una splendida giornata di sole, partendo il mattino presto e poi, qualdo la luce si faceva troppo alta e cruda per il paesaggio, ci rifugiammo all’interno dell’azienda per le riprese.

Lavorava con la Contax e gli obittivi Zeiss a focale fissa, senza misurare la luce con nessun esposimetro al seguito. Mi piaceva l’organizzazione dello scatto, dove per ogni scelta tecnica, di inquadratura o di luce, c’era una spiegazione perfettamente comprensibile da chiunque. 

Probabilmente mi diede anche dei consigli per la professione, ma non me ne ricordo. Quello che non ho dimenticato invece fu: nessun racconto dal passato di grande reporter che fu; ma grande energia e schiettezza nelle parole e nel viso di questo signore di oltre ottant’anni.

cari saluti a tutti

Max Guidobaldi Fotografo De Biasi.jpg De Biasi-5.jpg De Biasi-7.jpg De Biasi-8.jpg De Biasi-4.jpg De Biasi-3.jpg De Biasi-2.jpg De Biasi-6.jpg

Viaggio in Italia | Procida

Erano i primi giorni dell’anno e il Mediterraneo sembrava lontanissimo da quella striscia di porto che si affacciava a nord.

Avevamo preso uno dei battelli che scorrazzavano come autobus tra un paese e l’altro. I paesi separati da qualche miglio di mare: Ischia, Capri e Procida. L’autobus/battello salpava e attraccava velocemente traghettando cose e persone tra un’isola e l’altra. A levante, dietro una leggera foschia, Napoli e il Vesuvio.

Tra i passeggeri che ammazzavano il tempo a “scorrendo” il menù del cenone di capodanno, ascoltare le nuove suonerie scaricate a Natale e salutare le feste ormai finite e il lavoro che attendeva nel capoluogo; pochi turisti attoniti co’ gli occhi puntati verso le sagome controluce delle isole del golfo.

Restammo soli in mezzo alla strada, lasciati addietro dalla folla che percorreva la banchina come si trattasse di una fermata intermedia del metrò. L’ombra fredda e umida ci fece venir subito voglia di una bevanda calda.

In fondo alla via c’era  il bus che lasciava la zona portuale. salimmo sù senza sapere dove portasse il minuscolo mezzo color arancio. Di li a poco la strada si strisnse giusta giusta attorno al mezzo, che sfiorava le mura le porte e le finestre delle case  che correvano accanto alla fiancata e al finestrino. La gente sembrava non badare alla vicinaza millimetrica del caseggiato che sfiorava gli specchi retovisori, ne alla guida vivace dell’autista, ne a noi turisti fuori stagione.

Il pulmino proseguì fino in cima ad una collina, decidemmo di scendere senza sapere in quale punto dell’isola fossimo; solo perchè il mezzo faceva cenno di tornare indietro sulla strada già percorsa. Ancora era freddo, c’era vento e il sole non dava speranza a noi infreddoliti.

La piazza si apriva dopo un piccolo arco, da una parte le vecchie mura abitate, dall’altra un caseggiato popolare dall’aspetto dimesso, inglobato dalla struttura carceraria ormai chiusa da trent’anni. Dopo un giro sul borgo a battere i denti dal freddo, per vedere il panorama verso Capri, tornammo sui nostri passi per discendere giù.

Discesi sulla piazzetta di prima, mi trovai a curiosare dentro il caseggiato anni ‘60 .L’ evidente cartello con scritto su “vietato entrare”, costituiva per me una attrattiva sufficiente. Dall’atrio interno fatto come un’aia, si scorgeva il fabbricato del ex penitenziario sottostante, ma niente di speciale da scoprire. Invece, uscendo dallo spazio prima della piazzetta a destra, prendeva forma un sentiero che sembrava non proseguire tanto oltre; e invece mi sbagliavo, perchè un tipo incappotato veniva proprio verso di noi, sbucando dal tracciato che a questo punto…andava esplorato. Non mi intendo di geologia, ma la roccia che era stata scavata per far posto al sentiero, credo sia stato tufo o giù di lì. Lo scenario racchiusovi era molto bello e inaspettato; roccia e cinta muraria costituivano una traccia contigua e la stradina, lastricata di pietre molto antiche, era racchiusa tra queste mura tufoidi che si innalzavano a mo’ di antro oscuro.

Percorremmo l’antro che seguiva il lato del penitenziario sotto le torrette di guardia, fino ad arrivare ad una curva abbastanza stretta da non lasciare vedere oltre. Voltando si intravedeva una piazzetta luminosa ove il tracciato terminava. Sulla piazza uno spettacolo abbastanza inquitente: una decina di carcasse di auto incendiate giacevano di fronte alla facciata di una delle entrate dell’ex carcere.

Erano le dodici dei primi dell’anno e il sole si era fatto largo tra le nubi. Basso sull’orizzonte ci scaldava e ci teneva in grembo a quel mediterraneo, che poi cosi lontano non era. in pochi minuti, ci trovammo in maniche di camicia col maglione sulle spalle a goderci il tepore, stesi sulla prima panchina che trovammo guarda caso, proprio sopra allo splendido scenario di Marina di Corricella, il porticciolo di pescatori che il mondo conobbe grazie a Massimo Troisi.

Fosse l’ultimo dei consigli che ho da darvi: ANDATECI!

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